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Il mese scorso (https://www.legraindeble.it/madelaine-delbrel-unapostola-della-strada/) eravamo rimasti al momento in cui Madelaine vive l’esperienza di quello che lei definisce “abbagliamento”, cioè un vero e proprio incontro col Dio Vivente grazie alla preghiera. Ripartiamo da qui e andiamo avanti con la sua storia.

Il mondo come “monastero” per Madelaine

https://www.mec-carmel.org/breve-storia-del-carmelo/

A questo punto Madelaine inizia a desiderare di entrare nel Carmelo, ma la sua situazione familiare molto complicata, a causa della cecità del padre, non glielo permette. Comprende allora che Dio la chiama ad una scelta diversa: il suo Carmelo dovrà essere il mondo.

Sulla vita di Madeleine influirà molto l’incontro con Padre Jacques Lorenzo: sacerdote che sapeva aiutare i più bisognosi, che insegnava a lasciar agire il Signore dentro se stessi, a saper stare da soli con Lui e che davvero viveva il Vangelo nel quotidiano e per le strade. Padre Lorenzo consiglia inoltre a Madelaine di provare l’esperienza degli scout. Da questa esperienza Madeline passerà poi a formare un gruppo in cui alcune donne si prendono cura degli ammalati e dei bisognosi.

Madeline desidera “Essere volontariamente di Dio, quanto una creatura umana può voler appartenere a colui che ama” e questo vuole viverlo nel mondo.

L’esperienza come assistente sociale e la nascita di una nuova comunità

Madelaine si dedica agli studi e poi al lavoro di assistente sociale, in modo da poter essere a contatto con i più poveri. Nel 1933 si sposta a Ivry-Sur-Seine, alla periferia sud di Parigi, chiamata la città delle 300 fabbriche. Insieme ad alcune sue compagne forma una comunità “casta, povera e obbediente”, la cui sola regola è approfondire il Vangelo. Madeleine desidera che questa comunità sia nella Chiesa come il filo di un vestito, che deve essere uno strumento semplice e di unità restando praticamente invisibile.

Lei e le sue compagne si dedicano ai più poveri e ai più bisognosi, in un territorio dove il degrado e la tensione sociale sono altissimi e laddove il marxismo è, per ovvie ragioni, molto forte. Madeline considera i comunisti come “il suo prossimo” poiché Dio, quando ha detto di amare il proprio prossimo, non ha escluso nessuno. Lei quindi ama i comunisti, ma non il comunismo (pur riconoscendone la positiva aspirazione alla giustizia sociale), laddove quest’ultimo utilizza in alcuni casi la violenza ed afferma la necessità dell’ateismo.

Queste ragazze amano davvero vivere a contatto con la gente e rinunciano perfino alla loro divisa da scout, quando comprendono che essa poteva essere causa di allontanamento per alcune persone. Madelaine, con la sua carità e dolcezza, riesce a conquistare anche persone all’apparenza dure e scontrose, rispondendo con gentilezza anche a gesti di apparente rifiuto.

Madelaine e il suo lavoro erano apprezzati e appoggiati anche da chi non condivideva la sua fede, come il sindaco e il vicesindaco di Ivry, che infatti la appoggiarono nel suo lavoro di assistente sociale.

Il mondo è il luogo della santità

Nel 1938 Madelaine pubblica un testo programmatico intitolato “Noi, gente della strada”.

In questo testo lei descrive come sia possibile vivere la santità nel mondo, vivendo una vita quotidiana, il lavoro, ogni cosa, sapendo però “tuffarsi in Dio” e trovare il silenzio incontrando Dio ovunque. La preghiera e l’azione diventano sempre più strettamente unite. Per Madelaine “non è concepibile che un Dio onnipotente, mentre vuol essere amato, dia ai suoi figli una vita nella quale non possano amarLo”: ogni situazione di vita, ogni azione, ogni luogo sono quindi permeate dalla possibilità di sperimentare e donare il paradiso. Rifacendosi a Santa Teresa di Liesieux, per Madelaine: “Ogni piccola azione è un avvenimento immenso […]. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto questo non è che la scorza di una realtà splendida: l’incontro dell’anima con Dio […].”

Madeleine viveva il suo spirito missionario laddove il Signore l’aveva posta ad operare e desiderava che tramite il suo sorriso, le sue mani, il suo cuore, le sue parole… tutto il suo essere, il Signore potesse raggiungere, toccare, consolare, aiutare tutti coloro che incontrava sul suo cammino..

La guerra e l’aggressione nazista

Madelaine e la sua comunità saranno un punto di riferimento anche quando la Francia e Ivry subiranno l’aggressione nazista. Ma ci lasciamo qui per continuare, per chi lo desidera, il prossimo mese.

Riflettere con Madelaine…

In questo periodo proviamo a riflettere su come, nella nostra specifica situazione di vita, possiamo vivere il nostro personale incontro col Signore, la nostra relazione con Lui e con coloro che il Signore pone sul nostro cammino (anche con coloro che, per vari motivi, sembrano essere ostili nei nostri confronti). Domandiamoci come possiamo vivere concretamente il Vangelo nel nostro quotidiano e lasciamoci guidare dallo Spirito Santo e da Maria Santissima. Chiediamo inoltre la grazia di riuscire a scoprire in ogni occasione, anche in quelle apparentemente meno favorevoli, il Paradiso che vi è nascosto.

Berenice