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“La castità è una ricchezza che viene da abbondanza d’amore, non da mancanza di esso”. Tagore

Se vivere la castità nella coppia significa avere rispetto del corpo dell’altro e guardare l’altro in primis come persona, non solo come corpo oggetto, vivere la castità da consacrati ha un profumo ben diverso ma un significato altrettanto profondo. Navigando in rete si trovano tanti aforismi sulla castità, alcuni ovviamente molto ironici, una sorta di sfortuna che perseguita chi la vive, una cosa da sfigati, passatemi il termine.

La mia storia ha visto un periodo di vita sessuale attiva, fino all’incontro con Cristo, che mi ha cambiato la vita, la storia, così come Lui l’ha cambiata con la Sua nascita donando al tempo una differenza tra Prima di Cristodopo Cristo. Ecco, anche io posso affermare di aver avuto una vita prima di Cristo e una dopo Cristo. 

Dal mio incontro con Lui ho scoperto che la castità non era una privazione ma un valore aggiunto alla mia persona. mi permetteva di avere profondo rispetto di me stessa e di ciò che avevo dentro. Cristo mi guardava per quella che ero, per l’anima che racchiudevo e per la mia bellezza interiore che, purtroppo a molti, avevo permesso di calpestare. 

Da quell’incontro alla consacrazione sono passati pochi anni. pochi anni in cui mi sono resa conto che la castità pesava come un macigno a quelli che incontravo ma non a me che volevo sentirmi amata per ciò che ero. La mia consacrazione è avvenuta nella semplicità di una celebrazione eucaristica, nel silenzio e nell’intimità del mio cuore. Così ho scelto la castità per il mio Signore, Re, Amato e ho scoperto di essere LIBERA. 

La castità è LIBERTA’, è il rendersi conto di non appartenere a nessuna tentazione, a nessun giogo ma solo a Qualcuno che ti rispetta e ti ama pienamente e completamente. Non è privazione ma è pienezza di vita è un respiro profondo dopo tanta apnea. La castità è dire: il mio corpo appartiene a Colui che l’ha salvato sulla Croce ed io lo glorifico sulla Croce. Alcune delle tante preghiere dei fedeli, che a volte si leggono durante le nostre celebrazioni, sono per i consacrati, affinché mostrino con la loro vita la primizia dello Spirito sulla carne. La castità non è altro che il vivere non sulle nuvole la relazione con Cristo, perché anche se sono consacrata non sono ancora fuori dal mio corpo, ma è realizzarla pienamente con l’offerta di se stessi, anche del proprio corpo.

Tempo fa lessi una parola per me decisamente strana che “definiva” la vocazione di Santa Chiara come “sublimazione”, per giustificare la sua scelta di castità estrema e me la feci spiegare da un’amica filosofa. Ma quale sublimazione? Noi consacrati abbiamo le stesse identiche tentazioni di una persona “libera” da legami e non sublimiamo proprio un bel niente! Tuttavia sappiamo che Cristo merita la fedeltà e merita l’amore anche per mezzo del corpo. Egli merita di essere rispettato così come Lui rispetta ciascuno, merita di essere amato come Lui ci ama e merita la fedeltà come Lui è fedele a noi. E non siamo neanche supereroi. abbiamo semplicemente scoperto l’Amore più Grande e, nella totale libertà, gli abbiamo offerto noi stessi, anima, cuore, mente e corpo.

La castità, ad oggi, la definisco una Grazia che, in passato, mi ha salvato da persone che non sarebbero riuscite ad amarmi senza possedermi. La Purezza la definisco una Virtù che può aiutarmi a vedere con gli occhi di Dio gli altri e le situazioni sgradevoli che possono crearsi intorno a me. Del resto, saranno i Puri di cuore a vedere Dio. La purezza parte dal cuore, raggiunge gli occhi e si propaga in tutto il corpo come una forza che permette, a chi la vive, di sostenere le prove che si incontrano nel cammino di fede senza perdere l’innocenza e la semplicità del bambino, come Gesù ci chiede.

Vanessa

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