“Prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte”(Proverbio Turco). Voglio partire da questo proverbio per raccontarvi l’Esperienza dell’Amore, quello puro. Nel mondo di oggi è una sfida parlare di un tema come l’amore puro, la castità o che dir si voglia, l’astinenza. Tanti si sentono castrati da una Chiesa che non li ascolta e non accoglie i loro bisogni e la loro idea che l’amore passi anche attraverso (o solo attraverso) un rapporto fisico. Indubbiamente il rapporto fisico corona una relazione, come se fosse la ciliegina sulla torta ma non è la torta e penso che ciò si sia perso di vista.

Oggi le relazioni sono molto fisiche e lo sono già nei primi appuntamenti anche se non c’è neanche vagamente l’idea di iniziare una relazione stabile. Io trovo tutto questo molto triste: il fermarsi alla persona per ciò che soddisfa o non soddisfa, senza entrare davvero nella sua vita, nel suo cuore, nella sua anima e senza far entrare l’altro nella mia vita, nel mio cuore, nella mia anima. Il proverbio non è una casualità e la purezza neanche. E’ impossibile camminare sulla neve senza lasciare impronte, equivale a dire che amare è una grande fatica, perché amare sul serio implica un notevole impegno.  

Amare vivendo la castità non è impossibile ma bisogna prendere coscienza che il fidanzamento è un tempo di conoscenza, conoscenza interiore che deve portarci più vicino al cuore e all’anima dell’altro. Sembra che io stia filosofeggiando parlando di un amore platonico fatto di sguardi.Tuttavia sono fermamente convinta che spesso l’amore fisico è meno coinvolgente e fa meno paura dell’amore vero, dell’amore per sempre. Amare l’altro nella castità significa innanzitutto non considerare l’altro solo un corpo ma una persona con dei sentimenti, dei valori, un’anima che va rispettata in toto. Essere casti non significa castrarsi, bensì riconoscere il corpo come tempio dello Spirito Santo e non solo come contenitore e fornitore di piacere. Vuol dire saper gestire le proprie pulsioni e saperle controllare per non mettere in pericolo noi stessi e chi abbiamo accanto. Con mettere in pericolo intendo l’indurre in tentazione. Il corpo è una cosa santa e buona ma il nostro corpo ha un “padrone”, deve averlo, esso deve essere la nostra coscienza, la nostra spiritualità, non il nostro istinto. Vivere la castità nella coppia significa di certo vivere un’astinenza perché in due, soprattutto se uno la pratica e l’altro no, si possono creare di certo più situazioni delicate. Per questo viverla attraverso un percorso condiviso è il modo migliore per poter gestire le tentazioni e non arrivare a situazioni “estreme”. 

Una coppia cattolica, Jason e Cristalyna Evert, tengono dei convegni nelle scuole superiori cattoliche americane per introdurre il discorso della castità ai giovani. Diverse cose mi colpiscono dei loro incontri: innanzitutto l’essere diretti nel dire che la pornografia e i rapporti sessuali precoci sono frutto di una società che ci spinge a vedere la femmina come oggetto di desiderio e non come una persona con un cuore e dei sentimenti. Dall’altra parte la ragazzina si presenta come tale per non rimanere fuori dal gruppo e isolata. E’ la società stessa che ci devia dalla Verità che, per quanto scomoda, va gridata. La Purezza oggi è una Ribellione. Essere puri oggi significa ribellarsi a un sistema che ci vuole prestanti, belli, forti, dotati, affascinanti, sex-simbol. Un altro tema su cui si soffermano è la coppia nell’intimità. Se scoppiasse un incendio in casa entrambi scapperebbero per salvare la vita. Ed ecco perché c’è un momento in cui entrambi devono fermarsi e dire: ora c’è un probabile pericolo ammettendo che il non andare oltre è necessario, anche se faticoso.

Per quanto l’amore possa essere vero, bello, profondo, sincero, al di fuori del matrimonio il rapporto sessuale è fine a se stesso, sterile. Sterile perché sterile di Vita, sterile di Dio. Pieno di passione ma una passione volta a soddisfare il proprio bisogno di piacere e basta. 

Anche nel matrimonio cristiano, il rapporto sessuale potrebbe essere usato con il suo scopo più basso e per questo è necessario avere uno sguardo puro che possa aiutarci a non cadere in nessun tranello che, facendo leva sulle nostre esigenze sessuali, ci porta a non vedere più l’altro come il Tu della vita ma un semplice oggetto. Per questo è necessario non solo vivere la castità ma essere Puri, scoprire la bellezza, la profondità, la grandezza di una virtù come la Purezza. 

Essere Puri, che ha un significato decisamente più alto dell’essere casti, significa avere occhi che vedono la bellezza interiore dell’altro, che vedono il suo cuore, la sua anima, le sue ferite, ciò che lo porta a vivere come vive. Avere occhi puri significa andare oltre il corpo e saper vedere se l’altro vale davvero la pena di essere cercato, atteso, respirato fino in fondo prima di toccarlo. Nessuno tocchi la vostra anima invano! Nessuno che non abbia guanti di tenerezza.

Non abbassare il prezzo per paura di essere tagliato fuori, tu vali tutto il sangue di Cristo e chi si avvicina a te deve valorizzarti come Cristo ha dato valore alla tua Vita morendo in croce per te. Se non è in grado di aspettarti o se tu non sei in grado di aspettarlo forse il vostro amore non è davvero pronto a morire sulla croce. E’ necessario scoprire quanto siamo preziosi prima di donarci e di ricevere un dono, solo quando scopriamo quanto valiamo e quanto vale l’altro sapremo prenderci cura in maniera profonda e gratuita, senza desiderare nulla dall’altro se non la sua felicità e chi si avvicina deve prendersi cura di noi allo stesso modo. La Purezza apre gli occhi alla vera bellezza, quella interiore, che non invecchia, non muore ma si trasforma in grazia, apre gli occhi del cuore al reale sentimento che l’amore è. Come una sorta di magia dove l’unione di due persone genera la forza di un’alba che squarcia la notte per splendere in tutta la sua pienezza. 

Vanessa

Puoi trovare altre nostre riflessioni e meditazioni sul nostro blog: Le Grain de Blé.

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