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Dopo aver conosciuto da vicino il Beato Carlo Acutis (rimando al link per chi volesse approfondire: https://www.legraindeble.it/carlo-acutis-volto-del-padre-ii-parte/), oggi vi presentiamo Sandra, un’altra giovane santa della porta accanto.

L’agenda del cuore di Sandra

Alessandra Sabattini nasce il 19 agosto 1961 all’ospedale di Riccione. Vive con la famiglia, profondamente cristiana, a Misano Adriatico: i genitori Giuseppe e Agnese Bonini, e il fratello Raffaele. La bambina ha 4 anni quando la sua famiglia si trasferisce presso la canonica della Parrocchia di San Girolamo in Rimini, dove è parroco lo zio Giuseppe, fratello della madre. Il 24 gennaio 1972 all’età di 10 anni, Sandra comincia ad annotare i suoi pensieri su quaderni, agende scolastiche, pezzi di carta. Il “diario” ricavato dalla raccolta di tutti questi scritti rivela il segreto di Sandra: una profonda relazione con Dio.

Love others

A 12 anni Sandra conosce don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, grazie ad alcuni incontri che lo zio organizza in parrocchia. Nell’estate 1974 partecipa alla vacanza di condivisione per adolescenti presso la Casa “Madonna delle Vette” a Canazei, insieme a ragazzi con disabilità anche gravi. Sandra esce entusiasta da questa esperienza e tornando a casa afferma con decisione alla madre: «Ci siamo spezzate le ossa, ma quella è gente che io non abbandonerò mai».

Sandra sogna la missione in Africa

Ottiene il diploma di maturità scientifica a Rimini nel 1980, dopodiché si iscrive a medicina all’università di Bologna. Ci racconta della sua scelta don Oreste Benzi: “Terminato il liceo era desiderosa di conoscere la volontà di Dio sulla via da intraprendere. Da una parte Sandra desiderava donarsi totalmente e subito ai poveri nella condivisione diretta mettendo la propria vita con la loro; dall’altra parte c’era chi le consigliava di frequentare l’università prima di dedicarsi del tutto ai poveri e alla missione. Lei, fedelissima al cammino che aveva intrapreso nella Comunità Papa Giovanni XXIII mi ha chiesto la conferma. E io la confermai per l’università. Lei fu contentissima, non tanto per la frequenza alla facoltà di Medicina, quanto per la certezza di compiere la volontà di Dio”. Non trascura mai gli studi: ad ogni esame riporta ottimi voti. Era convinta che anche nella scuola un vero cristiano abbia il dovere di portare la sua testimonianza. Fra i suoi sogni quello di essere medico missionario in Africa.

Per riflettere

«Tutto quello che Tu mi hai dato, amore, una famiglia, degli amici, gambe, braccia non posso più tenerli solo per me, in funzione di me stessa, ma raggiungono lo scopo per il quale Tu me li hai donati solo se in funzione degli altri.» (Dal Diario di Sandra-7 ottobre 1978)

Lei sì che aveva capito come mettere a frutto i propri “talenti”… e noi?

Maria Ilaria

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