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Il 6 luglio si ricorda Santa Maria Goretti, detta affettuosamente Marietta. Potrebbe sembrare difficile, al giorno d’oggi, parlare della sua figura in una società dove sembra che tutto sia permesso. Non voglio qui soffermarmi sulla sua storia che è molto conosciuta, o che si può facilmente leggere in internet, ma vorrei chiedermi se può dirci ancora qualcosa oggi questa piccola-grande Santa, martire della purezza, che ha perdonato il suo assassino Alessandro desiderando per lui il Paradiso.

L’educazione familiare

Sicuramente Marietta conosceva il valore e l’importanza della grazia, abituata fin da piccola a coltivare la sua amicizia col Signore. Potrebbe sembrare anacronistico, oggi, parlare di certi valori, eppure la purezza di sguardo, di cuore, di intenzioni, di tutta la nostra persona, aiuta a trovare una felicità e una gioia che si possono capire solo sperimentandole. L’amore certamente è una cosa bellissima in tutti i suoi aspetti, ma essi vanno vissuti nella grazia di Dio e solo così possiamo davvero gustarne la pienezza. Siamo stati creati per una gioia piena che possa veramente appagare il nostro desiderio di amore in una donazione totale di noi stessi che il Signore ci aiuta a vivere nel modo migliore per ciascuno di noi, anche se è difficile da capire se non si prova a sperimentarlo.

Dobbiamo ricordare anche i meriti della famiglia di Marietta, una famiglia vissuta nella povertà, nella semplicità, nell’amore, nella forte fede e fiducia in Dio. In particolare la mamma Assunta, rimasta vedova a 34 anni, la aveva sin da piccola abituata alla preghiera e all’affidamento a Dio. La preghiera ci aiuta a entrare nel nostro cuore e lasciarci amare dal Signore che ci trasforma piano piano e a coltivare una relazione con Lui, che non è mai lontano, ma dentro di noi. Da qui l’importanza che le famiglie vivano nell’amore e nella fede e aiutino i loro figli a crescere fin da piccoli nell’amore e nella conoscenza di Dio.

Unica foto originale della Santa, scattata non molto prima del suo assassinio

Imparare a perdonare

Stupisce inoltre la capacità di perdonare di questa cara bambina, perdono che porterà alla conversione e alla salvezza di Alessandro. Quanto è importante la capacità di perdonare? E quanto tutti ne abbiamo bisogno… Il perdono libera prima di tutto il nostro cuore da pesi che non farebbero altro che opprimerci, e offre all’altro la possibilità di rinascere a nuova vita. Anche laddove il nostro perdono non fosse accolto dall’altra persona, noi avremmo comunque fatto del nostro meglio per il bene nostro e altrui.

Perdonare non significa dire, come alcuni pensano, “non porto rancore però l’altro per me non esiste più”. E’ invece ristabilire una relazione, un desiderare comunque il bene per quella persona: “Lo voglio con me in Paradiso”, afferma Marietta riferendosi ad Alessandro. Di certo non è una cosa facile, ma possiamo chiedere al Signore la grazia di aiutarci a vivere il vero perdono verso noi stessi e verso gli altri, consapevoli che solo così è possibile guarire il cuore. Perdonare veramente e di cuore chi ci ha fatto del male, non è solo una cosa divina, ma anche qualcosa che ci rende veramente e profondamente umani.

Vorrei concludere queste brevi riflessioni invitandovi a provare a sperimentare la gioia, anche se il cammino non è certo privo di difficoltà, di vivere come Dio ci chiede, ricordando che ogni cosa che ci consiglia è sempre per il nostro vero bene e la nostra felicità.

Berenice

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