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«Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio». (Mc 16,15-20)

Ascensione: un addio?

Non è facile, Signore, contemplare un mistero così grande come la tua Ascensione al Cielo. Un mistero che ci ricorda che Tu non sei solo Uomo, ma sei anche Dio. Qualche giorno fa la liturgia del giorno ci proponeva questo passo del Vangelo di Giovanni: Gv 14, 23-29, di cui riporto solo alcuni versetti:

«Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me».

Mi stupisce questo desiderio che Tu, Signore, consegnavi ai tuoi discepoli addirittura prima della tua Passione e che oggi consegni a noi, dopo che questi fatti sono avvenuti, cioè post Passione, Morte, Resurrezione, Ascensione e Pentecoste. Tu ancora oggi desideri che noi siamo felici, che ci rallegriamo che Tu sia insieme al Padre. E mi colpisce tanto che Tu, Gesù, parli di una gioia che è conseguenza di un amore vero per Te. E forse mi interpellano così tanto le tue parole perché mi fanno da specchio tutti i momenti della vita in cui, invece che gioire, mi viene da dirTi: “Signore ma dove sei? Perché sei asceso al Cielo? Perché ci hai lasciati qui, soli? Non sarebbe stato più facile se fossi rimasto?”.

O una fonte di gioia?

E così mentre ero alla ricerca del perché, del senso profondo dell’Ascensione, e stavo china su quei versetti del Vangelo di Giovanni, lo Spirito Santo mi è venuto in aiuto dandomi la risposta, cioè Se Stesso.

Dopo averci mostrato il volto del Padre ed essere stato in mezzo a noi, il Figlio di Dio, Gesù, doveva salire al Cielo perché noi potessimo ricevere in dono lo Spirito Santo e divenire così tempio di tutta la Santissima Trinità.

Se ci immergiamo nel passo di Gv 16, 7, possiamo percepire tutta l’urgenza che il Signore aveva di mandarci il Suo Santo Spirito. Non vedeva l’ora perché sapeva che quel giorno sarebbe nata la Chiesa, che a partire da quel giorno nessuno sarebbe più stato orfano, che da quel giorno chiunque, se lo desidera, può essere come Lui e compiere opere anche più grandi delle sue, perché Gesù è ormai tornato nel seno del Padre (Gv 14, 12).

Foto di willsantt da Pexels.

Chiara ci aiuta…

Questo stava a cuore a Gesù: salire al Padre per donarci il Suo Spirito affinché tutta l’umanità fosse raggiunta dalla Buona Notizia, e ciascuno potesse essere un altro Cristo qui, ora, in questo mondo.

Ci tengo a ringraziare anche una cara sorella in Cielo che mi ha aiutato ad entrare più profondamente nel mistero dell’Ascensione: Chiara Lubich. Mi sono imbattuta in questo provvidenziale video che vi consiglio di ascoltare (almeno fino al minuto 11.15). Se siamo chiamati a vivere alla maniera di Cristo, vuol dire che ciascuno di noi è chiamato ad essere Cristo, tant’è che ci chiamiamo Cristiani! E per dirla con le parole di Chiara: «Gesù ha pregato per l’unità; e la grazia che ha ottenuto è l’Eucarestia che ci fa Uno, che ci fa un corpo solo e un’anima sola. La parte nostra, l’ascetica, è l’amore reciproco; la parte mistica, che viene da Dio, è l’Eucarestia, che fa il suo effetto sul nostro amore reciproco: ci fa Uno, [nel video a questo punto Chiara indica se stessa e le persone che ha attorno e dice:] Cristo, Cristo, Cristo, Cristo, tutti Cristo!».

È lo Spirito Santo che ci fa essere e ci fa vivere come Gesù, se lo desideriamo. Se tutti quanti chiedessimo tutti i giorni, assiduamente, lo Spirito Santo, la nostra vita, le nostre opere avrebbero il profumo del Cielo, il sapore del Paradiso. Allora, come San Paolo, ciascuno di noi potrebbe gridare: «Non vivo più io, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 20).

Contemplare l’Ascensione

Oggi, Ascensione del Signore Gesù, non voglio avere la faccia triste, perché non si celebra il ricordo di un addio. Oggi voglio rallegrarmi perché Gesù è in Cielo con il Padre ma è anche qui, dentro di me, ed è dentro ciascuno di noi, per grazia dello Spirito Santo. Nostro compito è lasciar nascere e lasciar vivere Dio in noi e in mezzo a noi.

Preparandoci alla Pentecoste, chiediamo alla Vergine Maria di prestarci i suoi occhi per scoprire, riconoscere e contemplare la presenza di Cristo nel volto, nelle parole, nei gesti, nel cuore delle persone che ci sono accanto e che ci capita di incontrare. Allora non proveremo più alcuna tristezza perché sperimenteremo che Cristo non se n’è andato, ma è qui, insieme a noi, tutti i giorni fino alla fine del mondo. Questo è il motivo della nostra gioia ed è questa gioia piena che siamo chiamati a testimoniare.

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