Carlotta… una giovane donna eccezionale

“Io sono onorata e fortunata di poter portare la Croce con Gioia a 24 anni”, scrive Carlotta Nobile in una lettera a Papa Francesco scritta il 12 aprile 2013. Come è possibile che una giovane riesca a dire queste parole così apparentemente sconvolgenti? Proviamo a scoprire insieme la figura di questa straordinaria ragazza.

Riguardo a lei, la mistica Madre Raffaelina Borruto S.D.C., la aveva preannunciata, ancor prima della sua nascita, come “donna eccezionale”.

Carlotta Nobile fin da piccola aveva avuto una sensibilità profonda e tormentata ed annotava spesso i suoi pensieri. A 8 anni aveva scritto a suo padre: “la mia storia sarà diversa”. E’ stata un giovane talento, una violinista affermata, una storica dell’arte, una scrittrice, una blogger ed è stata direttore artistico dell’Orchestra da Camera dell’Accademia di Santa Sofia di Benevento dal settembre 2010 fino alla sua morte.

Giovane piena di sogni e di riconoscimenti importanti, vede la sua vita “sconvolta” a 22 anni da una diagnosi di cancro: un melanoma. Dopo un periodo di rabbia e ribellione, inizia a comprendere che la ricerca di perfezione che l’aveva tormentata negli anni non era che un’illusione ed iniziò ad amarsi avendo rispetto dei propri limiti. Non voleva essere compatita e nel suo lavoro, che comunque proseguì, quasi mai rivelava la sua malattia.

www.carlottanobile.it

Il blog e internet: un modo per comunicare forza e speranza

Nell’aprile 2012 decide di aprire il blog “Il Cancro e poi” in cui, in forma anonima, dona coraggio e forza a molte persone che vivono la sua stessa esperienza:

Ci sono battaglie che non abbiamo scelto. Poi c’è la vita. E io quella non smetterò mai di sceglierla” scriveva in un post del 16 febbraio 2013.

“Io non so più neanche quanti centimetri di cicatrici chirurgiche ho. Ma li amo tutti, uno per uno, ogni centimetro di pelle incisa che non sarà mai più risanata. Sono questi i punti di innesto delle mie ali” scriveva Carlotta sempre nel suo blog.

Carlotta, nonostante la malattia, non si dà per vinta e continua a fare concerti, alternati ai suoi periodi in ospedale. Decide anche di far parte dei “Donatori di Musica”, iniziativa in cui veniva “donata della musica” ai pazienti oncologici, ma senza rivelare che anche lei era malata.

Il risveglio della fede, il Papa, il cambiamento di Carlotta

Il 4 marzo 2013, a Milano, al risveglio da un coma durato alcuni giorni, successe qualcosa che lei definisce un miracolo, un’illuminazione:

Io sono guarita nell’anima. In un istante, in un giorno qualunque, al risveglio da una crisi. Ho riaperto gli occhi ed ero un’altra. E questo è un miracolo” scriverà lei stessa nel suo blog il 5 aprile 2013.

Scriverà poi alla mamma: “C’è un disegno più grande. Tutto questo ha un senso unico e io sono orgogliosa di poter crescere così e vivere questa cosa. E che bello che mi è arrivata la fede! Come facevo senza? Che vita ignobile! Che vita arida senza fede! Senza fiducia e abbandono a Dio” Che regalo questo cancro! Incommensurabile! Io voglio andare a Medjugorje quest’estate! Comunque questo rosario è una cosa meravigliosa, manco lo vedo nel buio, lo tengo in mano e prego da un’ora. Mi mette una pace dentro… Non ci sono parole! Perché ora finalmente sono sana dove non lo ero da due anni, cioè dentro, nell’anima!!! Andrà tutto bene, perché si è nelle Sue mani, e nelle mani di Dio non può che andare tutto bene… è troppo bella questa serenità!”.

Carlotta non era a quel tempo una “praticante”, ma la Domenica della Palme del 2013 ascoltò delle parole che cambieranno per sempre la sua vita. Papa Francesco, parlando ai giovani in occasione delle GMG diocesana, fece riferimento alla croce che viene portata in giro per il mondo dai giovani della GMG, e chiedeva loro di portare le croci della vita con gioia, li invitava a vivere uscendo da se stessi e a fare dono di sé. Quelle parole colpirono profondamente Carlotta e la cambiarono per sempre.

Il Papa aveva inoltre chiesto ai sacerdoti di tenere aperte le porte delle Chiese e Carlotta, il venerdì Santo seguente, trova aperte le porte della Chiesa di San Giacomo in Augusta a Via del Corso a Roma. Incontra Don Giuseppe Trappolini, sacerdote che nonostante la stanchezza aveva raccolto l’invito del Papa a tenere le Chiese aperte e che poi seguirà Carlotta nel suo percorso. Lei si sente accolta con amore e si confessa dopo anni, si riconcilia con Dio. Don Giuseppe scrive al Papa di questa ragazza e il Santo Padre, rimastone subito colpito, telefona in parrocchia e chiede che Carlotta preghi per lui e afferma “Questa ragazza mi dà coraggio”. Proprio in quel momento Carlotta cadeva in una forte crisi cerebrale in ospedale. Dopo essersi ripresa, sdraiata sul letto nella sua stanza, vede un Triangolo di luce sulla parete, simbolo della Trinità. Con gioia scrisse allora al Papa:

«Caro Papa Francesco, Tu mi hai cambiato la vita. Io sono onorata e fortunata di poter portare la Croce con Gioia a 24 anni. So che il cancro mi ha guarita nell’anima, sciogliendo tutti i miei grovigli interiori e regalandomi la Fede, la Fiducia, l’Abbandono e una Serenità immensi proprio nel momento di maggior gravità della mia malattia. Io confido nel Signore e, pur nel mio percorso difficile e tormentato, riconosco sempre il Suo aiuto. Caro Papa Francesco, Tu mi hai cambiato la vita. Vorrei rivolgerTi una preghiera… Avrei un desiderio immenso di conoscerTi e, anche solo per un minuto, pregare il Padre Nostro insieme a Te! “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” e “Liberaci dal male” Amen. Affido questo mio sogno a don Giuseppe e confido in Dio! Prega per me Santo Padre. Io prego per Te ogni giorno. Carlotta».

Ed eccoci arrivati alla frase con cui avevamo iniziato il presente articolo: “Io sono onorata e fortunata di poter portare la Croce con Gioia a 24 anni”. E Carlotta ha testimoniato veramente con la sua vita come sia possibile vivere queste parole.

Il tanto desiderato incontro col Papa purtroppo non ha potuto aver luogo, in quanto le condizioni di Carlotta peggiorarono nel maggio 2013 e lei trascorse gli ultimi tre mesi nella sua casa di Benevento.

Scriveva ancora nel suo blog sempre il 5 aprile 2013: “E in un attimo capisci che è stato proprio quel cancro a guarirti l’anima, a riportare ordine nella vera essenzialità della tua vita, a ridarti la Fede, la speranza, la fiducia, l’abbandono, la consapevolezza di essere finalmente diventata chi per una vita intera hai fatto di tutto per essere e non eri stata mai: una donna serena! Capisci che è stato il cancro a permetterti finalmente di amare te stessa in un modo incondizionato, con tutti i tuoi pregi e tutti i tuoi limiti, a godere di ogni più piccolo istante, ad assaporare ogni attimo, ogni odore, ogni gusto, ogni sensibilità, ogni parola, ogni condivisione, ogni più piccolo frammento di infinito condensato in un banalissimo e preziosissimo istante. Capisci che è stato il cancro, con il suo tormento, con le sue aggressività, con le sue asprezze a portarti infine la luce”.

Gli ultimi 3 mesi

Negli ultimi tre mesi di vita, le sofferenze di Carlotta furono molto intense, ma lei visse tutto in uno stato di grazia e di serenità, nella preghiera, soprattutto il Padre Nostro e il Rosario.

Suo fratello Matteo, racconta che nei primi giorni di luglio lei gli disse: “Io ho guadagnato la Fede, non quella delle litanie o altro, ma quella dell’affidarsi al Padre”.

Padre Giampiero Canelli, cappuccino che ascolterà la sua ultima confessione, dirà che quasi era lei stessa a infondere coraggio a lui.

Il 14 luglio Carlotta disse sorridendo ai suoi familiari “E’ finita”. Il padre, nell’ultima notte della sua vita, la sentiva sussurrare ripetutamente il suo grazie al Signore “Signore, ti ringrazio. Signore, ti ringrazio. Signore, ti ringrazio.”

Il giorno dopo Carlotta salutò con dolcezza i suoi cari e il suo fidanzato e disse di ritenersi fortunata: “I miei tre uomini meravigliosi: papà, Alessandro e Matteo. La mia dolce mamma. Cosa voglio di più?! Io sono fortunata”. Proprio allo scoccare del giorno della Madonna del Carmelo, il 16 luglio 2013, Carlotta a 24 anni volò verso il Cielo.

Carlotta: testimone per il mondo

I funerali si tennero il 17 luglio 2013 nella Chiesa di San Bartolomeo Apostolo che non riuscì a contenere tutte le persone che erano accorse. La sua testimonianza fece il giro del mondo e nel febbraio 2018 venne inserita tra i “Giovani Testimoni” del Sinodo dei Vescovi 2018 sul tema “ I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” indetto da Papa Francesco.

Questa ragazza ci ha lasciato una testimonianza viva di come sia possibile, col Signore, trovare la gioia anche laddove sembrerebbe impossibile trovarla… Ci ha lasciato un esempio di amore e di dono della propria vita, ci aiuta a comprendere che la bellezza e la pienezza possono essere trovate a volte proprio dove non ce lo aspetteremmo mai… e forse, a volte, proprio grazie a delle esperienze che non avremmo voluto mai. L’abbandono fiducioso al Signore resta comunque la chiave per poter vivere nel miglior modo possibile le situazioni che ci troviamo a dover affrontare, anche ogni giorno nel nostro piccolo.

Per conoscere di più Carlotta, invito a visitare il sito “www.carlottanobile.it

Berenice

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