Gesù sale in Cielo, dopo aver compiuto la sua missione, ritorna in patria!

Già in questa frase si nota chiaramente un movimento sia verticale che orizzontale, infatti Gesù ascende al Cielo, dopo aver compiuto la missione affidatagli dal Padre.  tra la gente andando “in lungo e in largo” . In queste semplicissime affermazioni è racchiuso il cuore di questa festa abbastanza sconosciuta, forse una delle feste pasquali più misteriose. In una certa misura è vero, è una festa densa di mistero, infatti Gesù stesso dice: “i miei pensieri distano dai vostri pensieri come il cielo dista dalla terra”, Gesù non è uno che si può scoprire tutto nella Fede, come non lo si può scoprire tutto nella logica rigorosa, ma si scopre nella fede Colui che elargisce in abbondanza briciole di logica.
Usando quindi una immagine, possiamo tranquillamente dire che Gesù raccoglie ogni cosa, ogni sentimento, ogni azione, e la porta con sé, anzi la unisce a sé salendo al Cielo, per renderla eterna.

“Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”. Maria non si era resa conto di quanto Gesù la stava “trattenendo”, nonostante le apparenze, con sé, per preparargli un posto accanto a sé, un posto eterno.  Proprio un bel ribaltone – si direbbe – di idee tra la terra e  il cielo di Maria e  il cielo e  la terra di Gesù!!

“E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”.

Queste parole apocalittiche riassumono perfettamente questa azione divina. Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore, perché così tutto si espande per l’eternità, perché il tuo figlioletto morto vive in eterno, l’amore per il tuo coniuge che ti ha abbandonato vive in eterno, il tuo corpo disfatto dalla malattia, è rinnovato in cielo con Gesù.

E’ esattamente Gesù che salda perfettamente al suo cuore trafitto tutto questo, gioie comprese, e le ascende con lui in Cielo in questo costante viaggio orizzontale, che si concluderà solo nell’ultimo giorno, quando tutti i suoi figli saranno in Patria.

 

Il nostro Mapko

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