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Stamattina, ascoltando queste parole della Lettera ai Galati di Paolo, al capitolo quarto: “Quando venne la pienezza del tempo…

Mi sono sgorgate dentro queste righe che avevo amato ma sepolto nella memoria, sono poche parole che Pierre Teilhard de Chardin scrive alla sua cugina Margherita e posso esserci di grande aiuto nei momenti della vita in cui siamo irrequieti, insoddisfatti:

Prima di tutto abbi fiducia nella lenta opera di Dio. Noi siamo naturalmente impazienti di arrivare subito, in ogni nostra impresa, alla conclusione. Vorremmo bruciare le tappe. Siamo insofferenti di essere in cammino verso qualcosa di sconosciuto, di nuovo … Tuttavia non c’è progresso che si raggiunga senza passare per momenti di instabilità e di precarietà … A poco a poco, le tue idee maturano, tu lasciale crescere, lascia che prendano forma. Non cercare di “forzarle”, quasi che tu potessi essere oggi quella che ti farà domani il tempo (la grazia e le circostanze che agiscono sulla tua buona volontà). Dio solo sa come sarà questo spirito nuovo che, a poco a poco, si sta delineando in te. Fa’ credito a nostro Signore, pensa che la sua mano ti guida nell’oscurità e nel “divenire” e accetta per amor suo l’inquietudine di sentirti sospesa e come incompiuta”.

(Pierre Teilhard de Chardin, “Lettera alla cugina Marguerite”)

Parola come rugiada e balsamo in questo tempo di Avvento e di Attesa. 

 

 

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