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Beate le marionette – sospirai – su le cui teste di legno il finto cielo si conserva senza strappi! Non perplessità angosciose, né ritegni, né intoppi, né ombre, né pietà: nulla! E possono attendere bravamente e prender gusto alla loro commedia e amare e tener se stesse in considerazione e in pregio, senza soffrire mai di vertigini o capogiri, poiché per la loro statura e per le loro azioni quel cielo è un tetto proporzionato”.

Così Pirandello in un suo celebro scritto Il fu Mattia Pascal descrive la vita beata delle marionette, una vita tra palco di legno e cielo di carta. Un’esistenza dove non trovan posto né angosce, né dubbi, né intoppi, né vertigini, né capogiri, una vita dove non trova posto: nulla!

https://pixabay.com/it/photos/di-legno-modello-marionetta-791310/

Quanti di noi la sognano una vita come quelle delle marionette? In fondo al nostro cuore, forse, abita questa tentazione pseudo – paradisiaca per cui la vita sarebbe più godibile se non ci fossero grandi drammi da vivere, grandi scelte da fare, senza nessun imprevisto che venga a disturbare la nostra routine.

Forse questa perfezione artificiosa pervadeva il mandriano Amos, il giudeo Saulo, dodici uomini che trascorrevano la loro esistenza nella Palestina del tempo; non lo sappiamo, le Scritture non ce lo raccontano.

Poi un giorno, per loro memorabile, uno strappo nel cielo di carta, una Voce, o meglio la Voce:

Va’, profetizza al mio popolo Israele” oppure un “Perché mi perseguiti?” oppure ancora un “Seguimi”. Brevi esortazioni, un fremito di vento dall’effetto tellurico.

Uno era mandriano e coltivava sicomoro, un altro riscuoteva le tasse, altri quattro avevano appena finito a pescare, un altro leggeva e studiava le Scritture all’ombra del fico; immagine simbolica ed evocativa. Mestieri forse estinti o in estinzione, noi siamo chini sulle carte, assorbiti dalla luce blu degli schermi dei pc o forse all’interno di uffici; tutti alla ricerca di una vita felice, perfetta, serena, magari senza scossoni.

A Noi giunge – senza filtri di bellezza – una domanda: abbiamo sperimentato questa irruzione travolgente e sconvolgente del divino nella nostra vita? Lo desideriamo o le temiamo questo “strappo nel nostro cielo di carta”?

Paride

Il commento al Vangelo della domenica precedente: https://www.legraindeble.it/la-superbia-e-l-anima/

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