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La scorsa volta abbiamo visto come Sandra desiderava profondamente che la propria vita fosse un dono per gli ultimi (https://www.legraindeble.it/sandra-sabattini-e-il-suo-amore-per-gli-ultimi/). Oggi capiremo che è riuscita ad esserlo per tutti… scopriamo il suo segreto!

Sandra, specchio dell’amore di Dio


Nei fine settimana e durante le vacanze estive del 1982 e 1983 condivide la vita con i tossicodipendenti, nelle strutture di recupero della Comunità Papa Giovanni XXIII. I ragazzi in recupero terapeutico si sentono da lei amati di un amore puro e disinteressato e, pian piano, riscoprono il senso della loro vita. L’amore di Sandra per il Signore si riflette in tutti coloro che vengono a contatto con lei: la sua persona emana gioia ed entusiasmo che conducono a Gesù. Don Oreste Benzi la ricorda così: “Lei era tanto vicina a tutti quanto era distaccata da tutti. Ed era tanto unita a tutti quanto era unita a Dio.”

Foto di Tim Hill da Pixabay.

Il segreto di Sandra…

Attraverso l’incontro con la Comunità Papa Giovanni XXIII Sandra inizia un serio cammino di ascesi, scavando in sé stessa per eliminare difetti e limiti. La sua vita si svolgeva alla presenza di Dio in un dialogo continuo con Lui. Dio è per lei Persona alla quale comunica tutto, con Lui discute di tutto, Persona alla quale rivolge il suo sguardo stupito per le meraviglie che Lui ha preparato per i suoi figli. Le piaceva vivere in silenzio il suo rapporto con Dio, perciò si alzava presto di buon mattino, per rimanere in meditazione al buio, o in Chiesa in Adorazione del Santissimo Sacramento. Anche la sera, a qualsiasi ora rientrasse, trascorreva un’ora in preghiera davanti a Gesù. Amava pregare e meditare sempre seduta in terra, in segno di umiltà e povertà.

…per legami unici e profondi


Sandra allaccia relazioni sempre molto significative con tutti: chiunque l’ha conosciuta la ricorda per la sua particolare sensibilità nel dedicare attenzione ad ogni persona. Daniela Santini, sua amica e membro anche lei della Comunità Papa Giovanni XXIII, la ricorda così: “Aveva un cuore grande, riusciva a ricordarsi di tutti con un bigliettino, un gesto affettuoso, una telefonata. Aveva tanti amici e riusciva a far sentire ognuno di loro molto importante. […] Mi incoraggiava e mi richiamava con molta misericordia. Io sentivo che lei correva nella fede e nell’amore a Dio, ma non si dimenticava di nessuno, si volgeva indietro per incoraggiarmi, per aiutarmi, per sorridermi. Amava il bene e voleva il bene di ognuno di noi che l’abbiamo conosciuta.”

Per riflettere


«Non sono io che cerco Dio, ma è Dio che cerca me. Non c’è bisogno che io cerchi chissà quali argomentazioni per avvicinarmi a Dio: le parole prima o poi finiscono e ti accorgi allora che non rimane che la contemplazione, l’adorazione, l’aspettare che Lui ti faccia capire cosa vuole da te.» (Dal Diario di Sandra – 8 ottobre 1978)
Proviamo anche noi a lasciarci trovare da Dio: in questo tempo di Avvento prepariamo e apriamo il nostro cuore all’Unico che, insieme con noi, può fare meraviglie!

Maria Ilaria

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