A ben pensarci ha ragione chi dice che la nostra fede è un po’ folle, un po’ paradossale e che noi a stargli dietro siamo un po’ strani, un po’ matti pure noi. Perché – a memoria d’uomo – non si è mai visto un Dio così un Dio che si è fatto incredibilmente “in mezzo a noi”, tanto che tuttora per entrarci in sintonia la porta è veramente stretta.

A ben pensarci se io fossi dio, tutta questa fatica per l’umanità non so se la farei: farsi uomo, nascere in una stalla (o giù di lì), camminare senza troppe soste per terre, guarire, sanare, incoraggiare, predicare, donare speranza, risuscitare, piangere e poi, dopotutto ciò essere perseguitato, contestato, deriso, flagellato ed essere messo in Croce, morire lì come il peggiore dei condannati, in modo infame per il mondo, quasi solo, fortuna le donne ed un discepolo.

E poi per chi? Per quelli come me, per il “troppo amore” per me? Uomini che non solo non sanno sempre amare, ma che non si lasciano nemmeno “amare”. Ancora testardi, ancora ciechi, ancora con il cuore indurito davanti ad una storia d’amore così che uno dovrebbe piangere di gioia e di felicità al solo pensarci.

Marko Rupnik
Discesa agli Inferi e Risurrezione
2006, Cappella del Collegio San Stanislao (Lubiana, Slovenia)

Valere il sangue di Dio, scrive bene Paolo ai Romani: “Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rm 5, 7 – 8).

E dopo quella morte, non ti stanchi di noi, delle nostre fughe, dei nostri tradimenti, delle nostre chiusure e rilanci: “Mentre parlavano di queste cose, Gesù stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!” (Lc 24, 36). Non solo non fuggi, non solo non ti arrabbi, ma ti fai presente, ti metti in mezzo e non come se nulla fosse successo ma con i segni dei chiodi sulle mani e sui piedi e ancora – di nuovo – annunci: “Pace a voi!”.

Lì nel luogo della possibile resa dei conti, tu ci lasci di nuovo a bocca aperta, con il cuore pieno di gioia e di stupore. No, Gesù, tu non ci hai amato per scherzo, come hai ben detto a Sant’ Angela da Foligno.

Oh Gesù, a ben pensarci, i miei capricci dovrebbero rimanere muti, davanti al dono grande della tua presenza, stai ancora in mezzo a noi, te ne prego, rinnova il dono della tua Presenza, non attendo altro, non aspetto altro: gustare la dolcezza della tua presenza.

Shaqed

Foto di Harald Lepisk da Pixabay 
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