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Vi è una parola, o meglio una dimensione che si annida dietro questo Vangelo, a partire dalla sua proclamazione: il tempo, il kairos!

E’ un Vangelo lungo, tre parabole più una spiegazione di parabola, il rischio distrazione è alto. Vi è un soggetto: il Regno dei Cieli e tre situazioni esemplificative: un campo di grano seminato di giorno e di notte, un chicco minuscolo piantato e un po’ di lievito mescolato in un mucchio di farina.

La fretta

E se la distrazione è il frutto, la fretta è il seme. Il Vangelo è come la vita, per viverla bene occorre saper mettere un balsamico freno alla “fretta”, radice a volte del peccato, nemica della nostra felicità.

Hanno fretta i mietitori, malati di perfezionismo dualista come se esistesse il bianco e il nero e la vita non fosse una scala di grigi. Come se il bene e il male non fossero drammaticamente intrecciati nelle nostre vite e nel nostro cuore confuso. La fretta di separare, di purificare, di conoscere, di assolutizzare: questo è il bene e questo è il male!

E’ la fretta che non permette di vedere in quel minuscolo chicco la promessa di un albero, che maturato accoglierà i suoi nemici: gli uccelli. Coloro i quali lo avrebbero divorato quando era seme. Quante volte questo accade a noi? Ci troviamo abbracciati, accolti, compresi da coloro i quali volevamo gettare nel fuoco perché giudicati da noi come zizzania, vittime come siamo della cultura dello “scarto”. Qui sta l’ironia saggia di Dio ciò che volevamo scartare, fuori e dentro di noi, diviene chiave di salvezza.

Sempre lei, la fretta che non fa lievitare il pane oppure che lo fa divenire acido, perché quando non si sa attendere, ci si disperde, si fanno mille cose e la cosa principale, la vita, diviene “acida” come un pane “trapassato”.

Il “giusto” tempo

Il segreto è tutto qui: saper cogliere il momento giusto delle scelte, estirpare la zizzania e mietere il grano al momento giusto. Saper riconoscere al momento giusto ciò che in noi può divenire dimora, come il chicco di senapa, divenuto albero. Saper cogliere il momento giusto di fermentazione della nostra vita per vivere una vita fragrante come un pane appena sfornato ed allo stesso tempo saper cogliere ciò che fa “lievitare” la nostra vita e ciò che invece la porta ad “inacidirsi”.

Diamoci tempo, l’estate, dove i ritmi si allentano, può essere il momento propizio per cominciare a vivere con gusto, con lentezza, dando – appunto – tempo al tempo.

Shaqued

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