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Introduzione

Siamo qui al quarto passo di questo ABC liturgico, l’altra volta abbiamo parlato del cero (https://www.legraindeble.it/abc-liturgico-il-cero/), oggi invece abbiamo davanti un grande e profondo bivio: dire qualcosa sul Corpo di Cristo oppure tacere, scegliere la via del silenzio?

Dire l’indicibile è stato, da sempre, uno dei più grandi scogli della teologia, come dire Dio? Come poterlo rendere visibile? Intellegibile?

Nel tempo si sono sviluppate varie strategie linguistiche, ad esempio quella catafatica e quella apofatica. Iniziare con cercare di balbettare qualcosa sull’immenso mistero di Dio e quando le parole diventano più uno ostacolo che altro: il silenzio anzi il sacro silenzio.

Di fronte al “Corpus Domini” cioè davanti al Corpo e al Sangue di Cristo cosa possiamo dire?

La via dell’intelligenza

Molte cose, forse troppe, potremmo cercare di capirlo con la mente, con la via intellettuale come i giudei nel Vangelo di domenica scorsa (https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/ ) oppure approfondire su qualche bel volume di teologia il sacramento dell’Eucarestia, ma oggi, nella settimana che è stata introdotta proprio da questa Solennità vorrei scegliere l’altra via: quella del silenzio, riportando un episodio a cui ero presente ormai quasi dieci anni or sono e a cui sono profondamente ed affettivamente legato.

La via dell’esperienza

“Nel 2011, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, Papa Benedetto XVI doveva rivolgersi ai giovani del mondo intero durante la grande veglia. Al momento di prendere la parola, si è levato un grande temporale ed è scoppiato un fulmine. Il Papa ha atteso con i giovani che il temporale fosse passato. Quando alla fine il tempo è diventato più clemente, un cerimoniere ha portato al Papa il discorso che aveva preparato. Ma il Papa ha preferito utilizzare il tempo che restava per l’essenziale. Piuttosto che parlare, ha invitato i giovani a entrare con lui nel silenzio dell’adorazione. In ginocchio, davanti al Santissimo Sacramento, Benedetto XVI ha predicato con il suo silenzio. C’erano più di un milione di giovani nel fango; eppure, su questa folla immensa regnava un impressionante sacro silenzio, letteralmente carico di presenza adorata” (R. Sarah, La forza del silenzio, pp. 147 – 148).

Ecco, credo che per entrare nel mistero enorme del Corpo di Cristo vi sia una via preferenziale: stare davanti a Lui in silenzio.

Shaqued.

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