Seleziona una pagina

Introduzione

Riprendendo, nel nostro ABC liturgico, il filo lasciato sospeso due settimane fa con la meditazione sul Corpo di Cristo (https://www.legraindeble.it/abc-liturgico-il-corpo-di-cristo-e-la-via-del-silenzio/) torniamo su un tema a me molto caro e che spesso è il grande assente nelle nostre liturgie: il silenzio.

L’Ordinamento generale del Messale Romano si premura di precisare al n. 45 le seguenti parole:

“Si deve anche osservare, a suo tempo, il sacro silenzio, come parte della celebrazione. La sua natura dipende dal momento in cui ha luogo nelle singole celebrazioni. Così, durante l’atto penitenziale e dopo l’invito alla preghiera, il silenzio aiuta il raccoglimento; dopo la lettura o l’omelia, è un richiamo a meditare brevemente ciò che si è ascoltato; dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica”

(Cfr. http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20030317_ordinamento-messale_it.html#_ftn54 ).

Alla luce di queste brevi ma intense righe possiamo dire che il silenzio liturgico ha tre momenti principali: all’inizio della Celebrazione, durante la liturgia della Parola e verso il suo termine, dopo la Comunione.

Il silenzio di raccoglimento

Il primo silenzio a cui siamo invitati è quello di “raccoglimento” sia durante l’atto penitenziale e sia dopo l’invito alla preghiera introdotto dal “preghiamo”, il fedele è esortato a sostare per “raccogliersi” sia per chiedere misericordia a Dio sia per “raccogliere” in sé le preghiere che sgorgano dal suo cuore o che sono nel grembo della Chiesa tutta.

Il silenzio meditativo

Il secondo silenzio è quello che avviene durante la Liturgia della Parola, dopo le letture e in seguito all’omelia. Esso richiama alla meditazione, a far scendere in noi ciò che abbiamo ascoltato affinché prenda radice, sedimentandosi e possa essere nutrimento. Leggiamo a questo proposito ciò che dice l’Introduzione al Lezionario al n. 28:

“La liturgia della parola si deve celebrare in modo che essa favorisca la meditazione; si deve perciò evitare assolutamente ogni fretta che sia di ostacolo al raccoglimento. Il dialogo tra Dio e gli uomini, sotto l’azione dello Spirito Santo, richiede brevi momenti di silenzio, adatti all’assemblea, durante i quali la parola di Dio penetri nei cuori e provochi in essi una risposta nella preghiera. Tali momenti di silenzio in relazione con la liturgia della parola si possono opportunamente osservare prima che essa abbia inizio, dopo la prima e la seconda lettura e al termine dell’omelia”.

Il silenzio eucaristico

Benché tutti questi tipi di silenzio siano eucaristici, ve ne è uno che li sorpassa per importanza e per centralità quello successivo alla Comunione Eucaristica, è il momento privilegiato in cui entrare in relazione con il Cristo che è in noi, per ringraziarlo, infatti Eucarestia letteralmente vuol dire “ringraziamento”.

Ascoltiamo a proposito le parole di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi:

“I minuti che seguono la comunione sono i più preziosi che noi abbiamo nella vita; i più adatti da parte nostra per trattare con Dio, e da parte di Dio per comunicarci il suo amore”.

Basilica di Loreto, Ph. Raponi Marco

Questi tre momenti, se osservati, donerebbero alla nostra liturgia una profondità ed un gusto veramente sublime: il gusto del silenzio esteriore ed interiore.

Shaqued

Condividi questa pagina!