Dopo aver sostato in compagnia della Parola, ora è il tempo di guardarci “dentro” per fare un accurato esame di coscienza. Anche qui, o forse soprattutto qui, occorre tenere ben fisso questo presupposto: è un dialogo con un altro che rimanda ad un Altro. Non è un processo, non è una verifica.

L’esame di coscienza può essere suddiviso in tre macro aree: vita con Dio, vita con il prossimo e vita personale. Oggi approfondiremo la prima realtà per guardare con onestà alla nostra vita con Dio e lo faremo con alcune semplici domande, senza scendere troppo nel dettaglio.

http://emmepress.com/wp-content/uploads/2019/11/9F8B2282-7E02-4965-B0D6-2EC034603B5F.jpeg

  • Sento il bisogno di qualche momento di “sosta prolungata” nella preghiera per stare “cuore a cuore” con il Signore?
  • Leggo e medito qualche volta il Vangelo durante la settimana?
  • Vivo la Domenica come giorno del Signore? Partecipo alla Messa domenicale oppure mi lascio prendere da altre cose?
  • Ho una vita sacramentale? Ricorro con fiducia e frequenza al Sacramento della Riconciliazione? Ricevo consapevolmente l’Eucarestia?
  • La mia preghiera è autocentrata, ripiegata sui miei bisogni, sui miei desiderio oppure si apre ad altri orizzonti di amore?
  • Sono capace di accogliere ciò che mi accade ogni giorno senza un’eccessiva ribellione e lamentela?
  • Sono capace di dire “grazie” per le cose che il Signore mi dona?
  • Mi fido di Dio oppure preferisco affidare la mia vita ai cartomanti, agli oroscopi, ai maghi?
  • Amo e prego per la Chiesa e per i suoi membri o passo il tempo a lamentarmi e a mormorare contro di essa?

Le domande possono essere altre, anche più puntuali ma reputo che queste possano essere sufficienti per un buon esame di coscienza in preparazione alla Confessione.

Buon esame di coscienza a tutti, soprattutto a me!

Paride

Condividi questa pagina!