Il Diletto nella poesia di Cristina Campo

La neve era sospesa

Sostiamo ancora un poco con queste righe nella poesia di Cristina Campo (clicca qui per l’ultimo articolo) e vogliamo leggere insieme ancora un componimento contenuto in Passo d’addio:

La neve era sospesa tra la notte e le strade
come il destino tra la mano e il fiore.

In un suono soave
di campane, diletto sei venuto…
Come una verga è fiorita la vecchiezza di queste scale.
O tenera tempesta
notturna, volto umano!

(Ora tutta la vita è nel mio sguardo,
stella su te, sul mondo che il tuo passo richiude).

L’autrice sembra dar voce, nei versi, ad un incontro fra innamorati. L’immagine della neve sospesa fra la notte e le strade emana una fragilità mistica e un senso quasi di timore. Sacro è il timore e tangibile quello che separa la mano dal fiore o che li unisce, come se si avesse paura di sgualcire i petali e con essi il volto del desiderio. Sospesa, allora, rimane la notte, sospese le strade, sospesa la neve, lo spazio e il tempo come a dire eterno l’incontro e la gioia.

Il Cantico dei Cantici

Il suono soave che accompagna il diletto nel tragitto verso l’amata sembra quasi ricalcare la voce dello sposo in Ct. 2,10-12:

Ora parla il mio diletto e mi dice:
«Alzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.

Lo sposo, prima soltanto voce, nel procedere dei versi prende carne e diventa volto umano. Sembra quasi di vedere Cristo, sposo della Chiesa, fiorire sopra la vecchiezza di queste scale, di questo mondo, camminare intenerendo ogni tempesta notturna, venire a ripetere al cuore dell’uomo che tutto è possibile se si ama.

Stella su Te

Nel nostro sguardo vi è il riflesso dello Sposo e nel mondo è richiuso il passo di Dio e tutta la sua bellezza redentrice. Ma se non attendiamo la sua luce a rischiarare le tenebre e la polvere di questo giorno, a sciogliere la neve del cuore, come possiamo vedere, come possiamo vederLo? 

Fa’ che siamo, Signore, stella su Te per essere stelle sul mondo, che il tuo passo richiude.

Elisabetta

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