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Seguendo le orme di Basilio, Gregorio riprende la questione sull’unità divina e la distinzione delle ipostasi per le loro proprietà. Ma «il cambiamento più degno di nota rispetto a quanto abbiamo osservato in Basilio è la proprietà dello Spirito Santo, che il vescovo di Cesarea vedeva nella santificazione, cioè, in relazione più a noi che alle prime due persone.

Gregorio, al contrario, rifacendosi a Gv 15,26, parla della processione dello Spirito Santo dal Padre per indicare l’origine della terza persona. È stato il primo a usare questa nozione biblica, che a partire da questo momento diventerà un termine tecnico della teologia trinitaria. In questo procedere dal Padre sta la proprietà caratteristica dello Spirito. Questa proprietà si riferisce dunque alle relazioni ad intra, non al suo agire in noi. Gregorio aggiunge che lo Spirito procede dal Padre ma non come generato; l’essere generato è ciò che è proprio del Figlio» (L. F. Ladaria, Il Dio vivo e vero- il mistero della Trinità, 255-255).

Le attività dello Spirito secondo Gregorio di Nazianzo

Vediamo adesso come Gregorio illustra alcune attività e operazioni dello Spirito Santo mediante la Sacra Scrittura, come prova del suo carattere divino:

«io mi spavento a considerare la ricchezza dei titoli che spettano allo Spirito e quanti nomi insultano quelli che gli fanno guerra. È chiamato Spirito di Dio (1 Cor 2,11), Spirito di Cristo (Rm 8,9), mente di Cristo (1 Cor 2,16), Spirito del Signore (Sap 1,7; 2 Cor 3,17), egli stesso Signore (2 Cor 3,17); è detto Spirito di adozione (Rm 8,15), di verità (Gv 14,17; 15,26), di libertà (2 Cor 3,17), Spirito di Sapienza, di intelligenza, di consiglio, di forza, di conoscenza, di pietà, di timor di Dio (Is 11,2).

E infatti lo Spirito crea tutte queste cose; tutte le cose egli riempie con la sua sostanza, tutte le tiene insieme. “Riempie il mondo” (Sap 1,7) con la sua sostanza, ma non è contenibile dal mondo quanto alla sua potenza; è buono (Sal 142,10), retto (Sal 50,12), guida (Sal 50,14); santifica (1 Cor 6,11) per natura, non per disposizione altrui, e non è santificato; misura e non è misurato (Gv 3,34); è partecipato (Rm 8,15), ma non partecipa; riempie (Sap 1,7), ma non è riempito; contiene (ivi) ma non è contenuto; è ricevuto in eredità (Ef 1,13-14), è glorificato (1 Cor 6,19-20), è connumerato (con il Padre e il Figlio) (Mt 28,29), a lui si riferisce una minaccia di Cristo (Mc 3,29); è il dito di Dio (Lc 11,20), il fuoco (At 2,3), come Dio (Dt 4,24), per manifestare – io penso – il fatto che gli è consostanziale.

È lo Spirito che crea – continua Gregorio Nazianzeno – (Sal 103,30), che ricrea per mezzo del battesimo (Gv 3,5; cfr 1 Cor 12,13) e per mezzo della risurrezione (Ez 37, 5-6.9-10.14). È lo Spirito che conosce ogni cosa (1 Cor 2,10), che insegna (Gv 14,26) che soffia dove vuole e quando vuole (Gv 3,8), che guida (Sal 142,10), che parla (At 13,2), che invia (At 13,4), che mette da parte (At 13,2), che è adirato (Gb 4,9), che è tentato (At 5,9), che rivela (Gv 16,13), che illumina (Gv 14,26), che vivifica (Gv 6,63; 1 Cor 3,6) – o meglio – è lui stesso la luce e la vita; che fa di noi il suo tempio (1 Cor 3,16; 6,19), che ci rende divini (ivi), che ci rende perfetti (Gv 16,13), sì che egli precede il battesimo (At 10,47) ed è ricercato dopo il battesimo.

Egli attua quello che attua Dio (1 Cor 12,4-6.11), crea gli apostoli, i profeti, gli evangelisti e i dottori (Ef 4,11); è intelligente, molteplice, chiaro, penetrante, inarrestabile, immacolato (Sap 7,22), e ciò significa che è l’essere sapientissimo e che è molteplice nelle sue attività (1 Cor 12,11); egli rivela ogni cosa e dappertutto penetra (Sap 7,24); egli è libero e immutabile (Sap 7,23); può ogni cosa, sorveglia ogni cosa, penetra tutti gli spiriti intellettuali, gli spiriti puri, gli spiriti più sottili (ivi) – intendo dire le potenze angeliche – così come penetra gli spiriti dei profeti (Sap 7,27) e degli apostoli, nello stesso momento e pure non negli stessi luoghi (Sap 8,1), poiché essi sono sparsi qua e là, e questo dimostra che nulla lo circoscrive» (Or., 31,29).

Ecco allora dimostrata la grandezza dell’attività dello Spirito Santo che agisce per la salvezza degli uomini, e ciò testimonia la sua consustanzialità con il Padre e il Figlio. Egli non è un’energia di Dio, non è una creatura superiore alle altre, ma è Dio, e con il Padre e il Figlio agisce in unità di volontà.

Davide

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