Commento al vangelo della XIII domenica del TO

nessuno si salva da solo

All’altra riva

A Cafarnao, all’altra riva, due situazioni che sembrano così lontane tra di loro, si incontrano e diventano vicine, accadono due miracoli complementari. Il primo incontro è con il capo della Sinagoga, uomo potente, che riconosce un’autorità più grande di lui. Riconosce che, con le sue sole forze, non potrà tenere in vita sua figlia. La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva! Il grido di dolore di un padre che vede la vita di sua figlia che si sta disperdendo, in piccoli frammenti, non lascia indifferente Gesù, che lascia tutto e corre nella casa di Giairo, il capo della sinagoga.

Per mano

Foto di Pexels da Pixabay

Corre ad entrare nei nostri dolori, nelle nostre debolezze, nelle nostre giornate difficili. Ci raggiunge proprio lì, dove pensiamo che tutto sia finito. Proprio quando vengono dalla casa a dire: Tua figlia è morta. Gesù interrompe le discussioni e dice di no, non bisogna temere. Bisogna avere fede. Gesù entra nella casa, prende la mano della bambina e la guarisce. Che bello sapere che Gesù ci prende per mano, quando non ce la possiamo più fare, quando la vita ci sta scappando. Gesù ci prende per mano e ci fa rialzare. Ma siamo noi a dover scegliere se vogliamo alzarci, se vogliamo vivere davvero.

Per fede

La stessa situazione si presenta con la donna, malata da quarant’anni, logorata dal dolore, riconosce che da sola non può salvarsi. Riconosce nel cuore che solo Gesù può salvarla; ed anche qui, di nuovo c’è un contatto. Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata, pensa la donna. E così è. Ma Gesù ha a cuore la salvezza di ognuno di noi e vuole vederci negli occhi. Vuole farci sapere che lui è pronto per salvarci, se solo noi avessimo fede. Scegliere di vivere richiede una responsabilità, una responsabilità di fede. Vorrei fare una sottolineatura su ciò che intorno alla bambina c’è, i suoi affetti. Gesù chiede a loro di sostenerla: nel Vangelo si parla di cibo, e qual è per noi il cibo se non la Parola, l’Eucarestia? Circondiamoci di persone che ci sostengono con questo cibo. Che ci fanno essere cristiani migliori.

A queste due donne Gesù dà un grande insegnamento: nella vita e nel dolore io ci sono. E voglio rialzarvi.
Perché nessuno si salva da solo.

Carolina

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